Aerotermia con pavimento radiante vs radiatori: quale rende di più

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Aerotermia con pavimento radiante vs radiatori: quale rende di più


Gennaio, sette del mattino, e metti i piedi scalzi sul pavimento senza cercare le ciabatte perché il pavimento è tiepido. Non è un dettaglio da rivista: è la differenza fisica tra scaldare l’aria e scaldare le superfici. L’aerotermia con pavimento radiante offre il massimo rendimento perché lavora con acqua a bassa temperatura (30–40 °C), raggiungendo i COP più alti. È comunque compatibile con i radiatori: con apparecchi ad alta temperatura (oltre 65 °C) o con radiatori a bassa temperatura e ventilconvettori (40–55 °C), che rendono molto meglio.

Vedi la guida completa all’aerotermia.

Perché l’emettitore cambia il rendimento

Qui c’è la logica che spiega tutto il resto. Il rendimento dipende dal salto tra la temperatura dell’aria esterna e quella dell’acqua da produrre: più è bassa l’acqua, meno fatica fa la pompa di calore, più rende. Il pavimento radiante (acqua a 30–35 °C) è imbattibile; i radiatori tradizionali (60–75 °C) obbligano la macchina a spingere e fanno crollare il COP.

Aerotermia con pavimento radiante vs radiatori: quale rende di più

Rendimento per tipo di emettitore

Non è un dettaglio da tecnici: la scelta dell’emettitore decide quanto pagherai di bolletta per i prossimi vent’anni. Guarda come cambia il COP.

Emettitore Temp. acqua COP/SCOP stagionale Lavori Raffrescamento estate
Pavimento radiante 30–40 °C Eccellente (4,5–5,1) Molto alti Sì (irraggiamento)
Ventilconvettori 40–45 °C Alto (~4,5) Medi
Radiatori bassa temp. 40–55 °C Medio-alto (~3,8) Bassi-medi No
Radiatori tradizionali 60–75 °C Basso (~2,0–2,5) Nulli No

Fai caso all’ultima riga: con i radiatori tradizionali il COP scende a 2, cioè meno della metà del pavimento. La macchina è la stessa; cambia solo quanta acqua calda le chiedi.

Costi indicativi

Il pavimento radiante rende di più ma costa di più a monte, e va messo in conto con la ristrutturazione. Questi gli ordini di grandezza.

  • Pavimento radiante nuovo: ~80 €/m² (oltre alla rimozione del pavimento).
  • Mantenere i radiatori + aerotermia alta temperatura: 9.500–12.000 € (casa di 120 m²).
  • Passare ai ventilconvettori: +1.500–2.500 €.

Normativa e comfort

C’è una ragione di comfort dietro i numeri. Il pavimento radiante segue la norma EN 1264: la temperatura superficiale non deve superare i 29 °C, appena sopra quella del corpo, ed è per questo che non lo senti “caldo” ma solo tiepido. La sua elevata inerzia termica lo rende lento a partire (12–24 h) ma molto stabile: una volta a regime, non lo spegni la sera.

Domande frequenti

Posso riutilizzare i radiatori attuali?

Sì, con una pompa di calore ad alta temperatura (R290) i tuoi radiatori restano dove sono. Il rendimento sarà inferiore rispetto al pavimento radiante, ma eviti di demolire il pavimento: spesso è il compromesso giusto per una casa già finita.

Cos’è il raffrescamento a pavimento in estate?

Si gira il gioco: si fa circolare acqua a 15–18 °C nelle stesse serpentine e il pavimento raffresca per irraggiamento, senza correnti d’aria né il rumore del condizionatore. Non ti gela, ma toglie quei gradi di afa che rendono la casa insopportabile.

Perché i ventilconvettori vanno bene nei climi umidi?

Perché fanno circolare acqua molto fredda (7–12 °C) e, oltre a raffrescare, deumidificano l’aria. Dove l’umidità è il vero problema, togliere acqua dall’aria conta più di abbassare di un grado la temperatura.